Proposte per il P.G.T. del Comune di Como [2009]: azione n. 3

lavatoi

Tutela e valorizzazione del sistema dei lavatoi comaschi

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Sul territorio del comune di Como sono ancora presenti ben 25 lavatoi. Essi fanno parte del patrimonio storico, artistico, demo - etno - antropologico nazionale così come definito dall’articolo 2 del Dlgs. 490/99 [Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Beni Culturali ed Ambientali]. Il loro elevato numero, davvero notevole, ci ha spinto ad una riflessione sul destino di questo vero e proprio patrimonio disperso, riflessione che abbiamo voluto estendere trasformandola in proposta al redigendo PGT. Sinteticamente, abbiamo rilevato tre profili che, secondo noi, emergono come i più idonei a ridar loro una nuova identità.

I lavatoi segni di pietra: storia memoria e paesaggio

I lavatoi fanno parte del patrimonio storico, artistico, demo-etno-antropologico nazionale così come definito dall’articolo 2 del Dlgs. 490/99 [Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di Beni Culturali ed Ambientali]. Non potrebbe essere diversamente, essi sono dei musei all’aperto e quelli di Como non fanno eccezione, la loro presenza, la loro distribuzione sul territorio, segna un momento preciso di trasformazione fisica e sociale della città, leggibile sia dalle loro dimensioni che dalla loro tipologia. Purtroppo alcuni di essi versano in cattivo stato ed a volte la loro valenza architettonica in senso stretto è povera ma è comunque ricca la loro valenza storica: essi sono i testimoni silenziosi della vita del quartiere, del tempo in cui la loro funzione di lavanderia all’aperto era strettamente legata a quella sociale: luogo di donne e di famiglie. Altri invece ci parlano attraverso i materiali con cui sono stati costruiti: le pietre delle vasche, le tegole del tetto, la loro dimensione sono tutti preziosi indizi dell‘ingegnosità delle maestranze che li hanno costruiti. Altri ancora sorgono in luoghi particolarmente suggestivi, come il lavatoio posto all’inizio della Valbasca, oppure quello in fondo a via Acquanera alla Guzza all’inizio della stradina che porta verso il Bassone, e che dire della vista che si gode dal lavatoio di via Bignanico? Prima che sia troppo tardi, che qualche altra tegola si rompa, che le travi marciscano, si potranno trovare le risorse economiche per restituire loro il dovuto?

I lavatoi segni d’acqua: freschissima, purissima, preziosissima

Il fabbisogno annuo d’acqua potabile della città di Como ( dati ACSM) è di dodici milioni di metri cubi! Una quantità che abbiamo difficoltà a rappresentarci. Siamo fortunati: l’acqua è una risorsa strategica oltre che vitale e noi abbiamo il lago, un giacimento all’apparenza inesauribile, da cui peschiamo acqua poi resa potabile nell’invidiato impianto in caverna, sotto al Baradello, gestito dall’ACSM. La storia di Como ci dice però che non è sempre stato così, c’è stato un tempo in cui la città, in piena espansione demografica ha dovuto affrontare il problema della scarsità d’acqua e del riammodernamento della sua rete idrica. L’impegno in termini economici è stato rilevante e continuo e solo grazie alle lungimiranti scelte attuate dalle amministrazioni cittadine che si sono avvicendate a partire dagli anni 70 del secolo scorso, ora possiamo dormire sonni relativamente tranquilli. Relativamente perché purtroppo l’acqua è un bene che, a causa dei costanti e pesanti inquinamenti subiti, si sta facendo sempre più prezioso, quindi più costoso. Ne abbiamo consapevolezza?. Quanto sappiamo veramente dell’acqua che beviamo? Dalla lettura dei dati sul consumo di acqua minerale imbottigliata parrebbe emergere una diffusa diffidenza verso l’acqua dei nostri rubinetti e questo è proprio un peccato perché l’acqua di Como è di qualità. Proprio per questo noi pensiamo che i lavatoi possano diventare dei formidabili testimonials della bontà della nostra acqua, essi sono naturalmente predisposti a questa funzione. Quale miglior immagine evoca leggerezza, purezza. freschezza, dell’acqua che sgorga dalla fontana di un lavatoio? Ecco noi pensiamo che i lavatoi, opportunamente predisposti, possano diventare degli ottimi docenti di educazione ambientale.

I lavatoi segni di terra: i relais dei sentieri

La felice collocazione paesaggistica di alcuni tra i nostri più bei lavatoi, viene ulteriormente valorizzata dalla loro vicinanza ai ben noti sentieri storici, sempre più frequentati dai sempre più numerosi appassionati delle passeggiate nella natura intorno alla città. Questa circostanza ce li ha fatti immaginare come possibili “relais dei sentieri” luoghi di sosta tra un sentiero e l’altro, luoghi in cui fermarsi, bere un bel sorso d’acqua chiara, osservare il paesaggio, sostare all’ombra della loro tettoia e della loro memoria, dare un’occhiata alla mappa per decidere quale direzione scegliere, e poi, riprendere il cammino seguendo un percorso insolito attraverso il nostro territorio, toccando tappe a volte evocatrici, inaspettate, a volte...invisibili.

LA NOSTRA PROPOSTA

Chiediamo che i lavatoi vengano contemplati nel Documento di Piano, inseriti nel Piano dei Servizi tra gli standard pubblici ed opportunamente regolamentati nel Piano delle Regole, tramite normativa dedicata, secondo le linee di tutela e valorizzazione del Documento di Piano e del Piano dei Servizi.


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::: pagina aggiornata venerdì, 30 settembre 2011