Proposte per il P.G.T. del Comune di Como [2009]: azione n. 2

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Istituzione del Parco della Valle del Cosia

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La Valle del Cosia presenta notevoli valenze a livello paesaggistico, naturalistico, geologico, storico oltre che culturale.  La facile accessibilità da zone densamente edificate, il potenziale ruolo di cerniera nel sistema delle aree protette della cintura urbana, la forte pressione per la trasformazione delle aree ancora libere, costituiscono il motivo di una urgente tutela per la sua porzione più prossima alla città e quindi più soggetta alle sue pressioni, compresa tra i territori di Como e Tavernerio. La città possibile - Como da oltre 14 anni si è attivata al fine di valorizzare i caratteri peculiari dell’area ed indirizzarne le trasformazioni nella prospettiva di costruzione di un parco aperto e fruibile da parte di tutti: il Parco della Valle del Cosia.

LA STORIA: DALLA LINEA DEL TRAM VERSO UN PARCO DELLA VALLE DEL COSIA

La città possibile nel 1994 abbraccia l’iniziativa del recupero del tratto in sede propria della ex sede tranviaria Como-Erba-Lecco, dismessa alla fine degli anni ’50, come percorso ciclo-pedonale nel verde. Il percorso, di facile accessibilità, si presenta come un importante collegamento, alternativo ai tracciati stradali, tra le aree edificate del comparto, all’interno di zone con significativi caratteri di naturalità. Determinante per renderlo fruibile è la ricostruzione di un nuovo ponte pedonale sui resti del vecchio "Ponte dei Bottini", in modo da eliminare la frattura venutasi a creare dopo la sua demolizione. Il tracciato è individuato da subito nel suo ruolo di spina dorsale di un insieme articolato di sentieri ed aree verdi, con caratteristiche e destinazioni differenti, riconducibili all'idea di un grande parco estensivo ai margini della città.

Nasce così il gruppo la linea del tram che, nel corso di diversi incontri pubblici finalizzati alla sensibilizzazione di Amministratori Pubblici e potenziali utenti, pone le prime bozze di un progetto attorno al quale il gruppo originario si arricchisce di nuovi amici e della partecipazione di associazioni ed istituzioni già attive sul territorio.

Accanto a giornate di lavoro sul campo per consentire l’apertura al pubblico del tratto di Solzago del percorso, si portano avanti iniziative di animazione e festa per sensibilizzare l’opinione pubblica: tra queste la più importante è l’oramai tradizionale castagnata, appuntamento annuale capace di attrarre centinaia di persone.

La prima fase della storia si conclude domenica 9 giugno 2002 con l’inaugurazione del nuovo Ponte di Bottini, la cui realizzazione è stata possibile grazie ad un accordo di programma tra tre soggetti: Comune di Como, Comune di Tavernerio e l’associazione la città possibile Como. Dopo la costruzione del Ponte dei Bottini, la fruizione di quest’ambito territoriale da parte di categorie diversificate di utenti è andata via via crescendo.

In parallelo il gruppo si è attivato per fare sì che l’area venisse salvaguardata, presentando specifiche ‘osservazioni’ agli adottati PRUG di Como e successivamente di Tavernerio. Sono stati attivati numerosi laboratori didattici con scuole di Como e Tavernerio, sia elementari che medie.

Nella primavera 2005 si presenta l’occasione di organizzare un Campo internazionale di Volontariato di Legambiente: dalla fine di giugno sedici ragazze e ragazzi provenienti da tutto il mondo (dalla Corea al Messico, dalla Polonia agli Stati Uniti), ospitati nella palestra Comunale di Tavernerio, hanno affrontato 15 giorni di lavori sul campo coordinati dai volontari delle due associazioni. Vengono così riaperti e recuperati antichi tracciati abbandonati, ripristinato un tratto dell'antica roggia molinara, inventata una radura per la sosta lungo la linea del tram e quindi realizzata e messa in opera la segnaletica provvisoria. Questa iniziativa ha avuto il patrocinio del Comune di Tavernerio, delle circoscrizioni di Lora e Camnago Volta e della Comunità Montana.

Nel 2006 è iniziato un rapporto di collaborazione con l'Istituto Agroambientale San Vincenzo di Albese con Cassano. Dopo una fase preliminare di sopralluoghi sul campo e attività di educazione ambientale mirata alla conoscenza degli specifici valori dell’area, con il significativo contributo volontario di esperti cultori della natura e della storia dell'area, si sono tracciate le prime linee di un progetto di riqualificazione di alcuni punti strategici del territorio del parco. La stipula nel marzo 2007 di una specifica convenzione con il comune di Como formalizza le attività svolte durante il biennio 2006-2008. Tra queste, il recupero ambientale ed il reimpianto di colture storiche a monte della tomba di Volta, la riqualificazione e la messa in sicurezza di sentieri. Alcuni cantieri sono stati oggetto di una recente visita guidata nell'ambito di un corso per Guardie Ecologiche Volontarie promosso dal Comune di Como. Tutti questi risultati ed il consenso crescente manifestato da differenti categorie di fruitori hanno rafforzato l’idea della costruzione in quest’area di un grande parco estensivo, nella prospettiva di un suo riconoscimento come Parco Locale di Interesse Sovracomunale.

IL PARCO E GLI STRUMENTI

I Parchi Locali di Interesse Sovracomunale (PLIS)

I Parchi Locali d'Interesse Sovracomunale (PLIS), introdotti dalla l.r. N. 86 del 30 novembre 1983, vengono istituiti dai Comuni e riconosciuti dalla Provincia, la quale ne definisce anche le modalità di gestione e pianificazione. Essi si inquadrano generalmente quali elementi di connessione e integrazione tra il sistema del verde urbano e quello delle aree protette di interesse regionale oppure quali aree montane di riconosciuto valore ambientale; tali istituti esprimono pertanto, in linea di massima, un vincolo paesaggistico-ambientale di carattere locale, che esiste in quanto espressione, nella pianificazione urbanistica, di un’esplicita volontà delle amministrazioni competenti.

I PLIS vengono istituiti per molteplici scopi: conservare la biodiversità, favorire un utilizzo sostenibile del territorio di tipo ricreativo, salvaguardare il comparto agricolo-forestale e gli elementi del paesaggio tradizionale, evitare che il continuo consumo di suolo impoverisca in modo irreparabile il paesaggio, uniformare le scelte pianificatorie di Comuni contigui, regolare la crescita insediativa, porre in essere azioni di controllo e gestione del territorio. Rispetto ai parchi regionali, i PLIS sono generalmente caratterizzati da una maggiore agilità in sede burocratica, con la possibilità di intervenire più rapidamente nell’attuare le strategie di gestione. L’obbiettivo della "fruizione sostenibile" è una delle prerogative dei PLIS, da conseguirsi anche attraverso percorsi di educazione ambientale, che partendo dal comparto scolastico giungano a coinvolgere l'intera comunità locale e sovracomunale.

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale è lo strumento di governo del territorio e del paesaggio della Provincia di Como. La Provincia di Como attraverso il PTCP persegue, tra gli obbiettivi strategici, la tutela dell’ambiente e la valorizzazione degli ecosistemi e la costruzione della rete ecologica provinciale per la conservazione della biodiversità.” (Art. 1 NTA PTCP).

“Questo attraverso: la conservazione dei caratteri che definiscono l’identità e la leggibilità del paesaggio; il miglioramento della qualità paesaggistica; la diffusione della consapevolezza dei valori paesistico-ambientali e la loro fruizione da parte dei cittadini” (Art. 10).

“La rete ecologica provinciale è elemento strutturale del sistema paesistico ambientale del PTCP; essa comprende sia le aree protette gia istituite, sia nuovi ambiti meritevoli di tutela per le loro caratteristiche intrinseche.” (Art. 11)

“Il PTCP non prevede l’istituzione di nuovi Parchi Regionali, delineando strategie finalizzate a promuovere l’istituzione di arre protette che nascono da iniziative locali (PLIS)”. (Art. 12)


Confrontando la nostra proposta di perimetrazione del PLIS Parco Valle Cosia con le tavole tematiche del PTCP (S01-S05) è evidente la necessità di una specifica forma di protezione per un’area strategica come cerniera tra le “aree di rilevanza ambientale” (così come definite dalla L.R. 86/1983 art. 24), del Triangolo Lariano e quelle delle fascia pedemontana Briantea (S01), nonché tra gli elementi costitutivi fondamentali della “rete ecologica provinciale” (S02-S03). Ai sensi del D.Lgs 42/2004 i vincoli già presenti sull’area riguardano: in piccola parte (margini est ed ovest) le “bellezze d’insieme”; lungo l’alveo del torrente Cosia e dei suoi affluenti una fascia di rispetto per “fiumi torrenti e corsi d’acqua; oltre che su quasi tutta l’area un “vincolo idrogeologico” (S04). Il tutto nella tavola di sintesi (S05).

I PRUG (Como, Tavernerio, Albese con Cassano, Albavilla)

Le aree interessate dal progetto sono destinate dal PRUG Vigente del Comune di Como a Zone A2, A3, Agricolo-Boschive, Verde Pubblico, Parco Urbano. Il comune di Tavernerio ha azzonato come Parco della Valle del Cosia buona parte dell’area interessata, e la rimanente come zona agricola e boschiva. I comuni di Albese con Cassano ed Albavilla, dove il bacino orografico del Cosia si allontana da aree densamente edificate hanno sull’area un azzonamento prevalente a zona boschiva.

Il primo Piano di Azione di Agenda 21

Il Piano d’Azione di Como, redatto nel mese di maggio del 2005 e presentato in occasione della seconda riunione plenaria del Forum avvenuta il 7 giugno 2005, è il risultato finale del processo partecipato di Agenda 21 e raccoglie tutte le proposte di progetti e azioni emerse durante i lavori del Forum e dei gruppi tematici.

I temi di analisi e discussione, individuati dai singoli gruppi, hanno rispecchiato la volontà di affrontare operativamente le attuali criticità ambientali, sociali ed economiche del territorio comasco, così come la volontà di indirizzare l’operato delle Pubbliche Amministrazioni, delle Associazioni locali e della popolazione, verso azioni concrete, partecipate e condivise, per lo sviluppo sostenibile della città.

I risultati finali hanno portato alla redazione del 1° Piano d’Azione, un documento contenente 66 azioni (progetti), modulate per obiettivi, tempi e risorse (26 azioni per “Energia, qualità dell’aria e cambiamenti climatici”, 6 azioni per “Ciclo integrato delle acque”, 21 azioni per “Mobilità e trasporti” e 13 azioni per “Natura e biodiversità”).

Tra queste ultime l’Azione N3 “Parco della Valle del Cosia” prevede il “risanamento del corpo idrico del Torrente Cosia e la valorizzazione ambientale del suo ambito territoriale e della sua fruizione, attraverso l’istituzione di un parco Locale di Interesse Sovracomunale”.

LA NOSTRA PROPOSTA

Chiediamo l'inserimento nel Documento di Piano di un capitolo specifico denominato PARCO DELLA VALLE DEL COSIA, nel quale si metta in atto la pianificazione propedeutica all’istituzione di un PLIS tra i comuni di Como, Tavernerio, Albese con Cassano ed Albavilla nel bacino orografico della valle del torrente Cosia.

L’ambito territoriale

L’area interessata dal progetto di Parco è compresa nel bacino orografico della valle del torrente Cosia, dal Ponte di san Martino in Comune di Como alle Sorgenti del torrente sul Monte Bollettone in Comune di Albavilla attraverso i territori del Comune di Tavernerio e di Albese con Cassano. In questo ambito territoriale vasto sono presenti valori paesaggistici, storici, ambientali e culturali, in passato in stretto legame di complementarietà, oggi significativi sia in termini assoluti che in relazione alla loro vicinanza con aree densamente urbanizzate dell’hinterland sud orientale di Como.

Nonostante le trasformazioni e le aggressioni che quest’area ha subito, anche in periodi recenti, si ritiene sia ancora possibile rinsaldare e costruire tra loro relazioni significative all'interno di un disegno unitario, assegnando a quest'area un preciso ruolo di riequilibrio ambientale di ambiti urbani e territoriali a diversa scala.

Fondamentale quindi la contiguità e potenziale continuità con altre aree verdi, al di fuori dell’ambito di interesse, insieme alle quali è ancora possibile immaginare una grande unica “cintura verde” che si estende nei territori dei Comuni dell’area sud-est Comasca.

I numeri del Parco

2.600 ettari di superficie (di cui 500 nel comune di Como)
25 km. di corsi d’acqua
35 Km. di sentieri
oltre 1.500 firme raccolte per la sua istituzione.

Gli obbiettivi di salvaguardia e di valorizzazione

Gli obbiettivi di salvaguardia riguardano in generale il sistema delle acque e degli ambienti ripariali, le aree di natura, la rete dei sentieri, i monumenti della storia e cultura locale e le attività agricole residuali. Una concreta politica che limiti i fenomeni di abbandono, degrado e trasformazione passa inevitabilmente attraverso iniziative di comunicazione sensibilizzazione e confronto per il coinvolgimento di tutti gli attori presenti nella realtà territoriale.

Di seguito riportiamo alcune idee su cui intendiamo fondare la costruzione del parco. Gli interventi saranno calibrati in funzione delle peculiarità di ogni singolo ambiente per consentire una fruizione diversificata ed al contempo garantire la giusta protezione delle aree di maggior valore naturalistico.

Tra i primi obbiettivi di valorizzazione deve figurare la riapertura della fitta maglia dei sentieri storici. Ciò consentirà di mettere in relazione le presenze significative interne all’area e di renderle facilmente accessibili, creando, inoltre, nuove occasioni di collegamento tra i quartieri periferici che circondano il territorio del parco. In tal modo, viene anche offerta agli abitanti dell’immediato intorno -e non solo- la possibilità reale di spostarsi attraverso la rete di percorsi esistenti: una mobilità dolce, alternativa alla rete stradale principale. In tal senso si intende puntare prioritariamente sugli accessi principali e sui punti che mettono l’area in relazione con l’esterno: le intersezioni con le linee di mezzi pubblici, i parcheggi esistenti, i luoghi posti lungo potenziali direttici di collegamento con altre aree verdi e con il tessuto residenziale più prossimo. Questi nodi saranno segnalati ed attrezzati in relazione al loro specifico ruolo. Parte di questi interventi sono stati realizzati grazie al Campo internazionale di Volontariato organizzato nell’estate 2005 con Legambiente Como di cui abbiamo detto sopra.

Il tema dell’acqua della sua qualità nonché della rinaturalizzazione e manutenzione delle sponde è chiaramente fondamentale. Dovrà quindi essere coordinato con gli enti competenti un censimento e collettamento degli scarichi reflui e successivamente un programma di gestione delle sponde.

Nelle zone più facilmente accessibili è prevista la realizzazione di aree ricreative provviste di minime attrezzature per la sosta e piccoli spazi per il gioco per i bimbi che, in alcuni casi, possono svolgere un ruolo complementare alla scarsa, e spesso non qualificata, dotazione di verde residenziale. Nelle aree di natura più sensibili anche zone ad accesso regolamentato.

La riorganizzazione del paesaggio prenderà innanzitutto in considerazione la possibilità di rendere di nuovo leggibili i segni delle fasi secolari che il territorio ha attraversato, segni che fino a quarant’anni fa erano legati essenzialmente al sistema di vita contadino: balze e ciglionamenti, le colture orticole, le rogge e i mulini.

Agli elementi del paesaggio storico si vuole assegnare un preciso ruolo: cascine, monumenti, antichi luoghi di produzione sono intesi, con modi differenti, come garanzia di un determinato uso del territorio compatibile con la nuova funzione di parco urbano. Dall’altra parte si opererà per ricomporre le recenti trasformazioni del territorio all’interno di un disegno organico: salvaguardia dei punti di vista significativi, schermature e filtri arborei, interventi di mirato ripopolamento forestale con specie originarie, ecc..

In particolare alcuni anni fa abbiamo presentato, su interessamento della Circoscrizione N. 4 di Camnago Volta, uno studio di pre-fattibilità per il recupero del ‘mulino maestro’, l'ultimo ancora integro rimasto nella valle. Si tratterà di definire una convenzione con il proprietario per una sua rimessa in funzione ed apertura al pubblico. Il progetto oltre che le strutture edilizie interesserà quindi anche l'originaria roggia molinara, derivata dal torrente Cosia circa 800 metri a monte.  Attualmente stiamo verificando la disponibilità di fondi Regionali.

Si prevede inoltre il mantenimento delle attività agricole presenti, stipulando, ove necessario, convenzioni con i privati per i diritti di passo pubblico lungo i sentieri con maggiore valore strategico, ma anche per lo svolgimento di attività di didattica ambientale. Anche in questo caso sarà necessario verificare la possibilità di accesso a contributi e particolari convenzioni che possano garantirne la sopravvivenza nonché‚ l'occasione di sviluppo sinergico di nuove prospettive aziendali coerenti con il nuovo assetto.

Particolare importanza andrà posta anche alla localizzazione e progettazione delle aree standard di Piani attuativi in via di progettazione o realizzazione, che abbiamo inserito nell’ipotesi di perimetro del Parco per garantirne una coerenza ed una continuità di disegno.

Percorsi didattici: permetteranno di cogliere le presenze storiche, naturalistiche e quelle emergenze geologiche, che rappresentano uno dei maggiori valori dell'area a livello paesaggistico e che costituiscono potenziale meta di visitatori: un percorso sulla nascita del nostro territorio sperimentabile direttamente sul campo dalle scuole dei comuni limitrofi.

Nelle aree a margine delle aree urbanizzate densamente abitate è prevista la costruzione di orti urbani a gestione pubblica, con il duplice scopo di supplire alla scarsa dotazione di verde di vicinato di alcuni comparti nonché a garantire una forma spontanea di presidio di porzioni vulnerabili del parco da fenomeni di degrado.

Puntuali interventi con le più aggiornate tecniche di Moderazione del Traffico potranno consentire la messa in sicurezza e garantire continuità alle connessioni ciclo-pedonali, in zone dove i recenti fenomeni di urbanizzazione impediscono interventi strutturali.

Costi

Il PVC è inteso come un parco estensivo, prevede modalità leggere di gestione e valorizzazione dell’esistente: non grandi opere ma interventi mirati inseriti in un chiaro e coerente disegno complessivo.

Il riconoscimento del Parco della Valle del Cosia come PLIS consentirebbe di accedere a fondi regionali e di partecipare a bandi ministeriali ed europei, rendendo concretizzabili gli interventi sopra proposti. Inoltre, sarebbe possibile individuare modalità di sostegno delle attività agricole residuali che, indirizzate verso forme di gestione compatibili con il parco possano trarre da questo nuove occasioni di sviluppo, evitando al contempo fenomeni di abbandono e degrado del territorio, limitando quindi costi di gestione per la pubblica amministrazione.


Segue:

» Tutela e valorizzazione dei lavatoi comaschi

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::: pagina aggiornata venerdì, 30 settembre 2011