Proposte per il P.G.T. del Comune di Como [2009]: azione n. 1

biciamo

Interventi a favore della mobilità ciclistica

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Vogliamo una città da percorrere senza fretta, uno di quei posti in cui ci si trova bene dove c'è rispetto e spazio per le persone che vanno in bici grazie ad una rete continua di percorsi ciclabili integrata con il sistema di trasporto pubblico e con servizi degni di una città moderna perché il luogo è anche il percorso che fai per arrivarci.

C'ERA UNA VOLTA … LA SUSSIDIARIETÀ ORIZZONTALE

Tutte le storie incominciano con “C'era una volta”. La storia che raccontiamo parte da un nome complicato, sussidiarietà, e dalla carta fondamentale dei diritti e dei doveri: la Costituzione Italiana. In questa carta, recentemente riformata, si afferma che le istituzioni, sia centrali che territoriali, devono favorire “l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.3 Grazie a questa innovazione, il cittadino è chiamato a partecipare in prima persona alle scelte che lo riguardano. La legislazione della nostra regione4 ha recepito il principio della sussidiarietà e così anche i documenti preliminari alla VAS PGT sottolineano il nuovo rapporto tra pubblica amministrazione e società civile.

COMO UNA CITTÀ NEMICA DELLE BICICLETTE?BICIAMO DI NO!

Coerentemente con il principio di sussidiarietà, la città possibile, a partire dal 2005, ha promosso un’iniziativa di sensibilizzazione sull’uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani in ambito urbano, denominata Biciamo, nell’ambito della quale sono state raccolte oltre 2000 firme di cittadini per la richiesta di un Piano integrato della Mobilità Ciclistica.

Un Piano Integrato della Mobilità Ciclistica consiste nella messa a punto di una strategia complessiva ed organica, che individui tutte le azioni possibili atte a favorire l'uso della bicicletta per gli spostamenti quotidiani, a partire da quegli interventi e attività realizzabili a breve termine e con costi contenuti, in modo da avere immediata possibilità di attuazione.

La Città Possibile, con questa iniziativa, ha voluto sottolineare come il traffico e l'inquinamento incidano su tutta la città: centro storico e quartieri periferici della città devono avere pari dignità per quanto riguarda il diritto ad una mobilità sostenibile, attraverso soluzioni distribuite omogeneamente su tutto il tessuto urbano.

Ma prima di tutto, Biciamo ha voluto sfatare un pregiudizio diffuso anche tra gli amministratori locali: Como ha troppe salite per la bicicletta! Niente di più falso! Esistono almeno due grandi zone della città pressoché in piano: la prima è l'area della convalle e della valle del Breggia; la seconda è l'ambito territoriale costituito da Rebbio, Camerlata ed Albate. Queste due zone, da sole, coprono il 55% del territorio comunale, accogliendo al loro interno il 90% dei principali poli attrattori (scuole, uffici, servizi pubblici, market, ecc.). Già rendere praticabili e sicure le direttici principali di queste due aree sarebbe grande cosa, poi pensiamo al resto.

BICIAMO: I NUMERI

  • ltre 2000 firme raccolte

  • 5 biciclettate

  • Oltre 10 incontri di sensibilizzazione e di formazione sui temi della mobilità e della ciclabilità.

  • 1 blog [http://www.biciamo.blogspot.com/]

LE NORME REGIONALI A FAVORE DELLA MOBILITÀ CICLISTICA: LA L.R. 30 APRILE 2009 – N. 7

La Regione Lombardia ha recentemente formulato una serie di prescrizioni normative con il preciso fine di favorire l'utilizzo della bicicletta, in un'ottica di “sistema” organico, che vede costantemente interagire tre livelli di intervento: il Piano regionale della mobilità ciclistica individua il sistema ciclabile di scala regionale, proponendosi come strumento di “connessione ed integrazione dei sistemi provinciali e comunali”6; i Piani provinciali regolano la mobilità ciclistica a livello intercomunale; i comuni redigono “piani strategici” per la mobilità ciclistica, rapportandosi agli strumenti di pianificazione territoriale di livello superiore. La legge regionale invita espressamente i comuni a perseguire i seguenti obiettivi strategici:

1. incremento della rete ciclabile esistente
2. messa in sicurezza dei percorsi ciclabili
3. connessione con il sistema della mobilità collettiva.

Il sistema ciclabile regionale, per essere efficace, chiede ai comuni uno sforzo aggiuntivo: una politica di mobilità sostenibile deve integrare la pianificazione e realizzazione della rete ciclabile con la dotazione di servizi essenziali al suo corretto funzionamento.

Questi i principali servizi:

  • l'intermodalità tra biciclette e mezzi di trasporto pubblico, attraverso un'intesa tra comune ed enti gestori dei servizi ferroviari e del trasporto pubblico, che preveda facilitazioni per il trasporto della bici e la realizzazione di velostazioni, ovvero di depositi custoditi di cicli e motocicli, la cui gestione può essere delegata a cooperative sociali, nel caso in cui il comune non voglia farsene carico;

  • la realizzazione di servizi di biciclette a noleggio;

  • la realizzazione di punti di manutenzione della bicicletta;

  • la realizzazione di parcheggi attrezzati: a questo proposito si richiama il Piano regionale della mobilità e dei trasporti che prescrive una quota non inferiore al 10 per cento dei posti auto previsti per i parcheggi riservati alle biciclette;

  • la realizzazione di una cartografia apposita per gli spostamenti quotidiani e per gli itinerari cicloturistici, in formato cartaceo oppure consultabile attraverso internet;

  • la realizzazione di attività culturali ed educative finalizzate ad incentivare la cultura della bicicletta presso la cittadinanza;

  • l'inserimento nei regolamenti edilizi comunali di norme che favoriscano la creazione di depositi per le biciclette negli spazi comuni degli edifici residenziali e pubblici.

Infine, all'art. 8, la regione Lombardia dichiara di favorire l'utilizzo della bicicletta per i propri dipendenti e per quelli degli enti costituenti il sistema regionale, oltre ad incentivare le imprese private che dimostrino analoga sensibilità.

LA PIANIFICAZIONE A LIVELLO PROVINCIALE: IL PTCP (2006)

Il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale “sostiene i progetti di sviluppo di una rete di piste ciclopedonali”, parte integrante di una più ampia rete di percorsi verdi (greenways), affidando agli strumenti urbanistici comunali il compito diindividuarla, con particolare attenzione alle necessarie connessioni con i comuni limitrofi.

La pianificazione deve considerare due ambiti di intervento:

  • in ambito urbano, è necessario costruire le condizioni per una mobilità alternativa all'automobile per gli spostamenti quotidiani casa-scuola, casa-lavoro, etc.;

  • in ambito extraurbano, si richiamano gli interventi “a forte valenza cicloturistica” che intersecano il territorio provinciale; tra questi alcuni passano attraverso i confini del comune di Como: l'Eurovelo5 Como e l'itinerario REVER-MED dell'ex ferrovia Varese-Como.

LA RIORGANIZZAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE A LIVELLO LOCALE: IL PUT (2001)

Il Piano assume come primari obiettivi:

  • l'aumento della sicurezza

  • la riduzione dell'inquinamento e dei consumi energetici

  • un sistema viabilistico e dei trasporti pubblici più efficiente.

In nome di questi principi generali, si propone una distribuzione più equa e multifunzionale dello spazio strada, non più commisurato solo alle esigenze dell'auto, ma capace di accogliere dignitosamente anche pedoni e ciclisti. Da un punto di vista operativo, il PUT propone, innanzitutto, la salvaguardia e l'ampliamento della Zona Traffico Limitato, individuando “le connessioni tra gli itinerari della pedonalità ricreativa e la zona pedonale centrale”.

Ma Como può fare affidamento solo sulla città murata per garantire ai suoi abitanti un'isola ciclo-pedonale, d'altra parte piccolissima se commisurata all'intera superficie comunale? E gli altri quartieri? Per gli estensori del PUT bisogna cambiare strategia: il traffico veicolare privato va concentrato sugli assi della viabilità primaria, ovvero le principali direttrici che innervano la struttura urbana cittadina. In questo modo, i quartieri residenziali mantengono solo il traffico legato agli spostamenti locali, diventando zone a privilegio pedonale e ciclabile. Una volta restituita dignità urbana agli spazi pubblici di quartiere, bisogna provvedere ad interventi specifici: per esempio quelli finalizzati alla messa in sicurezza dei percorsi casa-scuola.

PER UNA PROGETTAZIONE PARTECIPATA DELLA CITTÀ: IL PRIMO PIANO D'AZIONE DI AGENDA 21 COMO

Il Primo Piano d'Azione redatto dal Forum di Agenda 21, approvato nel suo complesso dal Comune di Como, contiene diverse azioni che interessano la mobilità ciclabile.

A livello generale si richiamano le azioni mirate ad un approccio sistemico al tema, che il nuovo Documento quadro della mobilità dovrà coerentemente recepire:

  • MT1 Valutazione Ambientale Strategica (VAS) nel settore della mobilità e dei trasporti.Adozione della VAS quale strumento idoneo per l'attuazione di un processo decisionale sostenibile e condiviso

  • MT5 Mobility Manager. Istituzione di una figura chiamata ad allestire e coordinare il piano della mobilità su tutto il territorio comunale, facendo da interfaccia tra pubblico e privato.

A livello specifico si fa riferimento alle azioni mirate al potenziamento dell'uso della bicicletta:

  • MT11 Ufficio biciclette del comune di Como per la promozione e la valorizzazione dell'uso della bicicletta. L'ufficio ha il compito non solo di pianificare la realizzazione di nuove piste ciclabili, ma anche di istituire progressivamente zone a traffico moderato. Oltre alla parte tecnica, l'ufficio, sull'esempio di altre città italiane, si occupa dell'educazione e della sensibilizzazione degli abitanti, con particolare attenzione alle scuole. L’Amministrazione Comunale di Como, nella Delibera del 01/08/2006 “Valorizzazione dell’uso della bicicletta nella città di Como”, ha previsto l’istituzione di un Ufficio Biciclette.

  • MT12 Ciclabilità di quartiere. L'azione vuole dare continuità ai percorsi ciclabili esistenti nei quartieri Como Centro e Como Ovest.

  • MT13 Rastrelliere per biciclette in piazze, giardini, parcheggi e altri luoghi pubblici e privati rilevanti per la città. Il progetto prevede l'individuazione dei principali luoghi di interesse e l'installazione degli elementi di arredo per la sosta delle biciclette.

  • MT14 Struttura per deposito, affitto e piccola manutenzione delle biciclette nella stazione di Como Borghi La ciclofficina è pensata in funzione degli abitanti del quartiere e dei numerosi pendolari, alleggerendo il peso della sosta degli autoveicoli nella zona intorno alla stazione.

  • MT15 Porta la bicicletta sul treno. Incentivo all'uso di due mezzi a basso impatto (bici e treno) attraverso una convenzione stipulata con FNM.

  • MT16 Percorsi ciclabili e pedonali sicuri per i tragitti casa-scuola – Progetto pilota per le scuole del quartiere “Stadio”. L'azione è rivolta agli abitanti di età non superiore ai 14 anni, che frequentano le scuole nella zona pianeggiante di “Como Centro – Como Ovest”.

A livello diffuso si citano due azioni che riguardano interventi di moderazione del traffico in due aree della città, finalizzate anche alla messa in sicurezza della mobilità ciclabile.

  • MT17 Interventi per la moderazione del traffico in via Turati e via Muggiò. Un'operazione di riqualificazione urbana destinata ad avere un effetto indotto anche sulla messa in sicurezza della mobilità ciclabile.

  • MT18 Via Giussani - “La metà basta!”. Quest'azione, più puntuale della precedente, si colloca però nella stessa ottica, ovvero creare sicurezza per pedoni e ciclisti, lungo un'arteria ricca di servizi (commerciali e scolastici per esempio), accresce la vivibilità dello spazio urbano.

LA NOSTRA PROPOSTA

Chiediamo l'inserimento nel Documento di Piano di un capitolo specifico denominato PIANO INTEGRATO DELLA MOBILITA' CICLISTICA, che, attraverso obiettivi a breve, medio e lungo termine, metta in atto la pianificazione strategica di una rete di percorsi, distribuiti in modo omogeneo su tutto il tessuto urbano, dal centro storico ai quartieri periferici, fino a considerare le necessarie connessioni con i comuni limitrofi, e di un sistema strutturato di servizi, in ottemperanza a quanto prescritto dagli strumenti di governo del territorio a livello regionale, provinciale e locale. I contenuti sintetici di tale piano prevedono:

Interventi sulla rete viaria

  • Continuità dei percorsi ciclabili esistenti nella fascia a lago e in convalle.

  • Realizzazione di dorsali ciclabili di collegamento tra il centro storico e i quartieri della convalle.

  • Realizzazione di nuovi percorsi ciclabili nell'area compresa tra Rebbio e Breccia, e tra Albate e Bassone.

  • Realizzazione di una pista ciclabile in sede propria lungo la Val Mulini come collegamento protetto tra l'area della Convalle e i quartieri a sud-ovest.

  • Realizzazione di un percorso ciclabile di collegamento con il settore est attraverso via Pannilani, con valenza anche ciclo-turistica, in quanto percorso preferenziale verso il Parco della valle del Cosia.

  • Previsione di continuità nella percorrenza via Regina – San Carpoforo – Piazza Camerlata.

  • Realizzazione di un percorso ciclabile di collegamento verso la Svizzera attraverso la valle del Breggia, con valenza anche ciclo-turistica.

  • Raccordo in ambito comunale con gli itinerari ciclabili “a forte valenza ciclo-turistica” Eurovelo5 Como e REVER-MED dell'ex ferrovia Varese-Como.

  • Interventi di limitazione del traffico veicolare e di moderazione del traffico

  • Estensione della Zona a Traffico a Limitato a tutta la città murata (via Rubini-Garibaldi, Piazza Verdi-Roma)

  • Introduzione di una Zone a Traffico Limitato nei borghi storici (via Milano alta, Via Borgo Vico Sud, Via Coloniola…) e in tutti i quartieri ad alta densità residenziale o di servizi.

  • Introduzione Zone 30 a Traffico Moderato a protezione di tutti i quartieri a carattere residenziale e di servizio, definiti dalla rete della viabilità primaria.

  • Interventi specifici di moderazione del traffico per l’attraversamento della viabilità primaria ed in strade di quartiere declassate ricche di servizi (via Turati, via Muggiò, via Giussani).

Piano della sosta delle biciclette

  • Realizzazione di depositi custoditi di biciclette nei punti di scambio intermodale con la rete di trasporto pubblico, in corrispondenza delle stazioni FN di Como Borghi e Como Lago, della stazione FS di Como San Giovanni.

  • Promozione di ciclofficine in prossimità dei punti di interscambio.

  • Realizzazione di un piano strutturato di collocazione, manutenzione e sostituzione delle rastrelliere su tutto il territorio urbano.

  • Servizi di coordinamento e pianificazione

  • Rafforzamento dal punto di vista operativo dell'Ufficio Biciclette.

  • Adozione della VAS per i piani relativi alla mobilità.

  • Istituzione della figura del Mobility Manager.

  • Servizi in favore dei cittadini e dei turisti

  • Istituzione del servizio di bike-sharing.

  • Stipula di convenzioni con FS e FNM per il trasporto gratuito delle biciclette.

  • Messa a punto di un sistema di sicurezza e antifurto biciclette (modello 'Ladri di Biciclette' Comune di Ferrara).

  • Introduzione di Norme Tecniche per la dotazione di parcheggi di biciclette a sevizio della residenza privata.

Servizi di informazione e sensibilizzazione

  • Realizzazione di un sito internet finalizzato al reperimento di informazioni sugli itinerari ciclabili e sui sevizi a disposizione dei ciclisti.

  • Realizzazione di attività di sensibilizzazione presso le scuole.


Segue:

» Istituzione del Parco della valle del Cosia

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::: pagina aggiornata venerdì, 30 settembre 2011