Statuto della Città Possibile di Como

Testo dello statuto approvato dall'assemblea il 7.12.1994 e allegato all'atto costitutivo del 15.3.1995 a firma dr. Giuriani, notaio in Como

CAPITOLO 1 ‑ Denominazione, finalità e modalità di azione

Art. 1 - "LA CITTA' POSSIBILE" è una associazione educativa e culturale che si ispira al principio della tolleranza, agli ideali della democrazia, ai valori della solidarietà e della giustizia sociale. Ha sede in Corno. Senza fini di lucro, si avvale in modo determinante e prevalente dell'impegno personale e volontario dei propri aderenti.

Art. 2 - L'associazione si impegna autonomamente ed a fianco di singoli cittadini e di altre organizzazioni attive sul piano locale, nazionale ed internazionale per: a) una società basata su un equilibrato rapporto uomo‑natura b) un modello di sviluppo economico e sociale orientato in senso ecologico e rispettoso del tessuto comunitario c) una cultura della responsabilità civile e della partecipazione attiva alla vita sociale e politica.

Art. 3 - LA CITTA' POSSIBILE individua nel degrado dell'ambiente urbano una delle cause principali di malessere sociale ed individuale, della perdita di identità collettiva, dei pericoli per la salute e l'integrità fisica, della cattiva qualità della vita di cui pagano il prezzo più alto le categorie più deboli: i minori, gli handicappati, gli anziani. Per questo ritiene che agire sull'organizzazione e sulla qualità degli spazi della città costituisca condizione essenziale se non preliminare per dare efficacia alle politiche finalizzate alla soluzione dei problemi dei vivere urbano nei suoi diversi aspetti (urbanistico, ambientale, della mobilità e della sicurezza, economico, sociale, assistenziale, culturale, educativo) ed anche una occasione per mobilitare in forme nuove per il nostro paese le risorse della società civile (autogestione, volontariato, forme di autofinanziamento e di collaborazione attiva dei cittadini).

Art. 4 - In quanto associazione LA CITTA' POSSIBILE agisce in forma autonoma e coopera con altre associazioni, movimenti, organizzazioni sociali, professionali, economiche e private, enti ed istituzioni pubbliche, singoli cittadini affinché: a) si realizzino nuove politiche degli spazi urbani ispirate ai principi dell'ecologia urbana, alle esperienze delle politiche di sviluppo sociale urbano condotte da anni in diversi paesi europei ed attente alle trasformazioni dell'ambiente di vicinato che più direttamente influisce sulla qualità della vita urbana b) i cittadini, attraverso adeguate strategie di comunicazione e di attivazione sociale, anche dei soggetto pubblico, siano messi in condizione di conoscere meglio i numerosi e gravi problemi della città, di partecipare alla ricerca di soluzioni e di contribuire con un impegno diretto e personale al miglioramento dei loro ambiente di vita quotidiano.

Art. 5 - Sul piano culturale e formativo l'associazione si impegna per la diffusione di una educazione ambientale riferita alla dimensione ecologico‑sociale della città e strettamente collegata con una educazione alla cittadinanza attiva. A questo scopo sviluppa azioni di sensibilizzazione, contattormazione, formazione, consulenza e monitoraggio nei confronti: a) dei responsabili politici e tecnici delle amministrazioni pubbliche b) dei diversi ambienti professionali interessati dalle politiche delle città c) della scuola d) dei mondo dell'contattormazione e) delle associazioni, dei gruppi di iniziativa locali, dei singoli cittadini.

Art. 6 - Anche in collaborazione con altre associazioni ed avvalendosi di enti, organismi di studio, ricerca e progettazione tecnico­professionale, esperti diversi, LA CITTA' POSSIBILE a) promuove la formazione di gruppi sociali di auto‑aiuto all'interno di quartieri e realtà locali e sostiene le iniziative di associazioni e gruppi di cittadini per la realizzazione, manutenzione ed animazione di spazi verdi di vicinato, la realizzazione di aree‑gioco, di cortili verdi e di giardini familiari, la sistemazione di cortili scolastici, la rivendicazione di in­terventi di moderazione della circolazione, vie residenziali. b) progetta e realizza 1) campagne di sensibilizzazione e di contattormazione, programmi di progettazione partecipata di spazi urbani 2) mostre, audiovisivi, testi e materiali di documentazione vari 3) attività di formazione e viaggi di studio in Italia e all'estero per tecnici, amministratori locali, educatori, operatori sociali e culturali, responsabili associativi 4) attività di studio, ricerca, progettazione e assistenza tecnica per iniziative locali 5) concorsi di idee nelle scuole e con le associazioni 6) azioni di animazione diverse e cantieri di lavoro per far partecipare i bambini, i giovani e gli adulti alla trasformazione dei loro ambiente di vita quotidiano con interventi di manutenzione dei verde e dell'arredo urbano, azioni di pulizia, realizzazione di arte urbana, murales ed altre attività analoghe. c) organizza seminari e convegni a carattere locale, nazionale ed internazionale d) intrattiene relazioni di scambio e cooperazione con associazioni, organismi amministrativi, tecnici e professionali, centri studi e ricerche, esperti che praticano esperienze di punta in diversi paesi europei.

Art. 7 - LA CITTA' POSSIBILE, attraverso accordi formali con associazioni esistenti e la promozione in altre città e regioni di associazioni simili per finalità ed organizzazione, intende favorire la costituzione di una "RETE" di soggetti attivi cooperanti per il raggiungimento degli scopi sociali sopra enunciati attraverso la messa in comune delle risorse, scambio e coproduzione dei materiali, esperienze, formazione e consulenza e lo sviluppo di iniziative concertate su diversi ambiti territoriali.

Art. 8 - Allo scopo di assicurarsi l'apporto delle più qualificate esperienze ed acquisizioni a livello culturale, politico, tecnico-scientifico e professionale, nonché di comunicare le proprie esperienze ed acquisizioni, LA CITTA' POSSIBILE stabilisce rapporti di cooperazione con associazioni, enti ed organismi di studio, ricerca, formazione, con cooperative, società di progettazione operanti in Italia ed in altri paesi attraverso accordi regolati da convenzione. Le convenzioni possono avere per oggetto iniziative e progetti singoli oppure forme stabili e continuative di collaborazione, rinnovabili periodicamente.

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CAPITOLO 2 ‑ Soci, loro obblighi e contributi

Art. 9 - Possono far parte dell'associazione in qualità di soci i cittadini italiani e non, che, aderendo alle finalità dell'associazione, presentano una domanda scritta compilando un modulo di iscrizione. Sull'accettazione della domanda delibera con parere motivato, in modo inappellabile, il consiglio direttivo.

Art.10 - Sono istituite cinque categorie di soci: a) SIMPATIZZANTI: senza diritto di voto, partecipano alle iniziative pubbliche dell'associazione, a momenti di contattormazione‑formazione interna, ne ricevono la stampa, pagano la quota associativa minima b) ORDINARI: con diritto di voto, si impegnano attivamente assumendo responsabilità organizzative e tecniche a carattere permanente nei gruppi di lavoro e commissioni istituite; pagano la quota associativa ordinaria. c) SOSTENITORI: con diritto di voto. si differenziano dai soci ordinari unicamente perché pagano spontaneamente una quota associativa pari almeno al doppio di quella ordinaria d) ONORARI: senza diritto di voto, nominati dal consiglio direttivo per meriti speciali verso l'associazione. e) CORRISPONDENTI: senza diritto di voto, sono esperti che pur non partecipando alla normale vita sociale, ad esempio perché residenti in altre città, anche di altri paesi, collaborano a distanza con l'associazione, ricevono la documentazione prodotta, pagano la quota associativa ordinaria.

Art.11 - La qualità di socio si perde: a) per dimissioni scritte o mancato rinnovo dell'adesione alla scadenza annuale b) per l'espulsione dall'associazione deliberata dal consiglio direttivo con parere motivato per gravi violazioni delle norme statutarie o qualora il comportamento e le attività dei socio siano in palese contrasto con i principi e le finalità dei presente statuto. Il socio dichiarato espulso può far ricorso scritto al collegio dei garanti entro trenta giorni dal ri­cevimento della comunicazione scritta di espulsione. Il collegio dei garanti formula risposta motivata entro sessanta giorni.

Art. 12 - Tutti i soci, tranne gli onorari, sono tenuti per tutto il tempo in cui dura la loro appartenenza all'associazione a versare il contributo fissato per la loro categoria dal consiglio direttivo quale quota associativa annua. Gli associati si obbligano altresì: a) all'osservanza delle norme statutarie, dei regolamento e delle deliberazioni adottate dagli organi direttivi dell'associazione; b) ad astenersi da ogni iniziativa in contrasto con le deliberazioni, direttive od azioni dell'associazione.

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CAPITOLO 3 ‑ Organi dell'associazione.

Art. 13 - Sono organi dell'associazione: a) l'assemblea generale dei soci; b) il consiglio direttivo c) il presidente d) il collegio dei revisori dei conti e) il collegio dei garanti.

Art. 14 - Tutte le cariche dei l'associazione e tutte le funzioni inerenti alla partecipazione ai suddetti organi sociali sono gratuite. A far parte degli organi sociali possono essere chiamati i soci ordinari e sostenitori. L'assenza consecutiva e non giustificata dei consiglieri, dei revisori e dei garanti ad almeno tre riunioni dei rispettivi organi ne determina la decadenza dalla carica.

Art. 15 - L'assemblea è costituita dai soci ordinari e sostenitori in regola coi pagamento annuale delle quote. E' ammessa la delega scritta, ma ogni delegato non può avere più di due deleghe. L'assemblea può deliberare in riunione formale o per referendum a seconda di quanto verrà di volta in volta stabilito dal consiglio direttivo. L'assemblea ordinaria convocata ai sensi dell'art. 16 deve essere tenuta con riunione formale. L'assemblea formale è convocata mediante comunicazione scritta diretta a ciascun socio o mediante affissione all'albo dell'associazione dell'avviso contenente l'ordine dei giorno.

Art. 16 - L'assemblea è convocata invia ordinaria dal presidente almeno una volta all'anno entro i termini di legge per: a) determinare le direttive dell'associazione; b) discutere e deliberare, su relazione dei presidente, circa l'andamento dell'associazione; c) esaminare il conto consuntivo, il bilancio preventivo e le relative deliberazioni; d) procedere ogni due anni alla nomina dei consiglieri dell'associazione, dei revisori dei conti e dei collegio dei garanti avendo presente i principi di partecipazione che animano l'associazione, così rinnovando, per quanto possibile, gli organi eletti e) discutere e deliberare relativamente ad ogni altro argomento posto all'ordine dei giorno o ritenuto urgente dal presidente.

Art. 17 - L'assemblea può essere anche convocata in via straordinaria quando ciò sia ritenuto opportuno dal presidente o dal consiglio direttivo o da almeno un quarto degli associati con domanda motivata e firmata. L'assemblea straordinaria avrà ad oggetto la modifica dei presente statuto, lo scioglimento dell'associazione e gli altri argomenti che saranno ritenuti dal consiglio direttivo meritevoli di particolare attenzione.

Art. 18 - Al presidente dell'associazione o a chi ne fa le veci spetta di presiedere le assemblee ordinarie e straordinarie. Il presidente sarà assistito dal segretario dell'associazione che fungerà da segretario dell'assemblea. Le deliberazioni di ciascuna assemblea saranno fatte risultare da un verbale firmato dal presidente e dal segretario. Il verbale sarà depositato presso la sede sociale a disposizione dei soci che volessero prenderne visione.

Art. 19 - Hanno diritto di partecipare all'assemblea i soci ordinari e sostenitori che all'atto della convocazione risultino regolarmente iscritti all'associazione ed in regola coi pagamento dei contributi sociali.

Art. 20 - Per la valida costituzione dell'assemblea tanto ordinaria che straordinaria in prima convocazione è necessario che sia presente almeno la metà degli associati con diritto di voto. In seconda convocazione, l'assemblea è valida se il numero dei soci con diritto di voto presenti sia pari almeno a tredici. Le deliberazioni aventi ad oggetto l'assunzione di oneri economici al di fuori della normale gestione, le modifiche statutarie e lo scioglimento anticipato del l'associazione richiedono, in prima convocazione, il voto di almeno la metà degli associati, e in seconda convocazione il voto di almeno due terzi dei presenti con diritto di voto. Le nomine alle cariche sociali avvengono per votazione palese a maggioranza relativa.

Art. 21 - Ogni socio partecipante in proprio o per delega scritta all'assemblea ha diritto ad un voto.

Art. 22 - La gestione dell'associazione, in armonia alle deliberazioni ed ai voti espressi dall'assemblea, è affidata al consiglio direttivo. I consiglieri sono eletti dall'assemblea di cui all'art. 16 in numero di sette tra una lista di candidati che, fatta eccezione per i membri dei primo consiglio direttivo eletti dai soci fondatori, rispondano ai seguenti requisiti: a) risultare iscritti all'associazione da almeno due anni consecutivi b) aver prestato collaborazione attiva alla vita sociale per almeno due anni c) aver proposto per iscritto al consiglio direttivo la propria candidatura almeno quindici giorni prima dell'assemblea elettiva.

Art. 23 - Il presidente dell'associazione è nominato dal consiglio direttivo tra i consiglieri in carica, dura in carica due esercizi e può essere rieletto. Egli ha la rappresentanza legale dell'associazione ed è l'esecutore delle deliberazioni dei consiglio direttivo. In caso di assenza o impedimento, il presidente sarà sostituito dal consigliere più anziano di età.

Art. 24 - Le riunioni dei consiglio direttivo sono valide quando sia presente la maggioranza dei suoi membri. Il consiglio deve essere convocato, ove ne facciano richiesta scritta almeno tre settimi dei suoi membri in carica.

Art. 25 - Il Consiglio Direttivo in particolare: a) nell'ambito delle direttive dell'assemblea stabilisce l'azione a breve termine della associazione, predispone i piani per l'azione a medio e lungo termine; b) predispone il conto consuntivo ed il bilancio preventivo ai fini delle successive delibere dell'assemblea secondo l'art.16 dei presente statuto; c) nomina al proprio interno il presidente dell'associazione, il segretario e il tesoriere; d) sottopone all'approvazione dell'assemblea dei soci tutte le eventuali proposte di modificazioni dei presente statuto; e) determina le quote annue dovute dalle categorie di associati tenute a contribuire; f) formula un regolamento per disciplinare l'utilizzo delle strutture sociali e dei servizi dell'associazione determinando gli oneri a carico dei fruitori dei servizi prestati; il regolamento ha ad oggetto tutti gli aspetti della vita dell'associazione non disciplinati dal presente statuto; g) elabora e gestisce le convenzioni che regolano i rapporti di collaborazione con altri soggetti di cui all'art. 8 dei presente statuto; h) promuove e coordina i gruppi di lavoro; g) nomina per meriti speciali verso l'associazione, risultanti in apposito verbale, i soci onorari.

Art. 26 - Il consiglio direttivo è investito di tutti i più ampi poteri per l'amministrazione dell'associazione, per lo svolgimento dell'attività propria dell'associazione stessa, per il raggiungimento dei fini statutari, essendo ad esso deferito tutto ciò che dal presente statuto non è riservato in modo tassativo all'assemblea Il consiglio stesso ha la facoltà di delegare al presidente o ad uno dei suoi membri tutto o parte delle attribuzioni che gli competono limitatamente alla ordinaria amministrazione. Il consiglio dovrà dare il suo parere su ogni oggetto che sia sottoposto al suo esame dal presidente.

Art. 27 - Le votazioni in seno al consiglio direttivo avvengono a maggioranza di voti e con voto palese. In caso di parità prevarrà il voto dei presidente. Ciascun membro avrà diritto ad un voto. Le deliberazioni dei consiglio direttivo vengono fatte risultare da verbali su apposito libro, firmate dal presidente e dal segretario. Il presidente dei l'associazione azione presiede di diritto il consiglio direttivo ed in caso di assenza o impedimento viene sostituito dal consigliere più anziano di età.

Art. 28 - Le funzioni di controllo amministrativo e finanziario sono esercitate da tre revisori nominati dall'assemblea generale. Essi restano in carica due anni. Esplicano il loro mandato in conformità alle attribuzioni dei sindaci in genere, a norma di legge. Rilevando irregolarità amministrative, devono comunicarle per iscritto al consiglio direttivo per i necessari provvedimenti.

Art. 29 - Il collegio dei garanti esercita funzioni di controllo dell'attività dei consiglio e dei soci stessi al fine di assicurare la rispondenza alle finalità dell'associazione e alle norme statutarie. E' composto da tre membri nominati dall'assemblea con votazione immediatamente successiva alla nomina dei consiglio direttivo. Riferisce direttamente all'assemblea.

Art. 30 - Qualora si rendessero vacanti, i posti di consigliere, revisore dei conti o garante, verranno assegnati secondo graduatoria ai primi dei non eletti nelle rispettive elezioni. I consiglieri, revisori o garanti subentranti seguono agli effetti della decadenza il turno che sarebbe spettato a coloro che hanno sostituito.

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CAPITOLO 4 ‑ Patrimonio, esercizi finanziari, bilancio

Art. 31 - Il patrimonio dell'associazione è costituito: a) dalle quote sociali b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio c) da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti d) dal ricavato dall'organizzazione di manifestazioni e) da ogni altra entrata che concorra ad incrementare l'attivo sociale.

Art. 32 - L'esercizio sociale decorre dal primo gennaio al 31 dicembre di ciascun anno.

Art. 33 - Per ciascun anno deve essere compilato: a) un bilancio preventivo, da approvarsi dal consiglio direttivo, entro il 31 dicembre dell'anno precedente b) un bilancio consuntivo da approvarsi dall'assemblea ordinaria dei soci dell'anno successivo.

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CAPITOLO 5 ‑ Disposizioni finali e responsabilità

Art. 34 - Per tutto quanto non previsto dal presente statuto e dal regolamento si fa riferimento alle norme dei codice civile.

Art. 35 - L'associazione non è responsabile dei danni di qualsiasi natura che possano derivare ai soci o ad altri nel corso di iniziative promosse nell'ambito dei propri scopi statutari.

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::: pagina aggiornata venerdì, 30 settembre 2011